Kw

    Il kilowatt (kw) è l’unità di misura comunemente utilizzata per misurare la potenza delle forniture di energia elettrica. Corrisponde  a 1.000 Watt, ed è importante non confonderlo con il kw/h, che si riferisce invece all’energia consumata.

    La potenza impegnata è un requisito essenziale nei contratti di fornitura della luce ed influenza i costi in bolletta. In base ai kw dell’impianto elettrico, infatti, si paga una quota differente in fattura, corrispondente alla voce “Spesa per il trasporto e per la gestione del contatore”. Questa componente di spesa indica la potenza massima che è possibile utilizzare per la propria utenza.

    I range di valori relativi alla potenza impegnata sono elencati nel paragrafo sottostante, e ad ognuno di questi scaglioni corrisponde un determinato importo in bolletta (i costi vanno dai 30 euro ai 130 euro annui circa).

    • 1,5 kw
    • 3,00 kw
    • 4,5 kw
    • 6,00 kw
    • 10 kw

    Per capire quanta potenza serve per il proprio impianto è sufficiente calcolare il consumo degli elettrodomestici e del sistema di illuminazione. Una volta sommati, si avrà la potenza massima necessaria per tenerli accesi contemporaneamente.

    In linea di massima per una piccola abitazione, come per esempio un monolocale senza grandi elettrodomestici, basta una potenza di 1,5 kw. Per una casa standard abitata da 3,4 persone, senza condizionatori e con riscaldamento a gas, sono generalmente sufficienti 3 kw (la potenza impegnata più comune nei contratti di fornitura elettrica). Con la presenza di oltre 4 persone, impianti di climatizzazione e altri grandi elettrodomestici potrebbe servire una potenza maggiore, come 4,5 o 6 kw. In rari casi (piscine riscaldate o altre attrezzature elettriche particolari) si può arrivare fino a 10 kw.

    La scelta della potenza per la propria utenza elettrica dipende quindi dal numero di persone e dal tipo di elettrodomestici presenti all’interno dell’abitazione.